Papa Francesco ai cresimandi
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Quali messaggi ha lasciato Francesco ai ragazzi e agli educatori?

Bruno, uno dei nostri "mister", ci ha inviato questa testimonianza dopo l'incontro di sabato scorso a San Siro tra Papa Francesco e i cresimandi.

Il pomeriggio si è svolto in un clima di grande gioia e puntualissimo dopo la lunga giornata milanese è spuntato sul campo Papa Francesco.

Il Papa è arrivato stanco e provato in un San Siro gremito come non mai accolto da un boato e da applausi interminabili. Sono state proprio le grandi dimostrazioni d’affetto a dare nuove energie al Papa che terminato il giro di saluti ha iniziato subito a rispondere alle domande dei ragazzi. I suoi messaggi pieni di semplicità hanno colpito tutti per la bellezza che ha lanciato per la nostra vita di tutti i giorni.

La prima domanda di un ragazzino è stata: "Quando avevi la nostra età cosa ti aiutato a far crescere la tua amicizia con Gesù?". Il Santo Padre ha raccontato di quando lui era bambino, ed alla fine si è focalizzato su tre concetti: "I nonni da seguire sempre perché hanno la saggezza della vita, giocare con gli amici, perché si impara a rispettare gli altri e si impara a fare la squadra, ed andare in parrocchia e in oratorio a radunarsi con gli altri.".

 

Poi, è stato il turno di due genitori "Come trasmettere ai figli la bellezza della fede?". Qui Papa Francesco ha chiesto un momento di silenzio per pensare a chi ci aiutato a credere e crescere nella fede. "Tutti portiamo nel cuore qualcuno pensiamo alle persone importanti della nostra vita. Il Santo Padre ha poi sottolineato l'importanza di ciò che i ragazzi hanno davanti agli occhi, ogni giorno: "Ci guardano tutto il tempo e intanto apprendono". E qui una citazione: " 'I bambini vi guardano' è il titolo di un film di Vittorio De Sica del '43. "Quando i genitori litigano, i bambini soffrono, quando si separano, sono loro a pagare il contoPoi una raccomandazione: "I bambini conoscono le nostre gioie, le nostre tristezze e preoccupazioni, riescono a captare tutto, ricavano loro le conclusioni e gli insegnamenti perché sono intuitivi, sono furbissimi. Quindi dobbiamo mostrare loro come la fede ci aiuta ad andare avanti, come affrontare drammi con fiducia". Papa Francesco ha aggiunto un modo di dire: "Le parole se le porta via il vento, ma quello che si semina nel cuore rimane per sempre".

 

L'ultima domanda è stata fatta da una catechista "Ci ha insegnato che per dedicarsi ai giovani serve creare un villaggio, anche il nostro cardinale ci ha spronato alla collaborazione tra figure educanti. " - Bisogna educare all'armonia dei tre linguaggi ha risposto Bergoglio ". Io consiglierei un’educazione basata sul pensare - sentire - fare, cioè un’educazione con l’intelletto, con il cuore e con le mani, i tre linguaggi. Educare all’armonia dei tre linguaggi, al punto che i giovani, i ragazzi, le ragazze possano pensare quello che sentono e fanno, sentire quello che pensano e fanno e fare quello che pensano e sentono, le idee. No. Anche il cuore deve crescere nell’educazione; e anche il “fare”, l’atteggiamento, il modo di comportarsi nella vita.

 

A conclusione del pomeriggio il Papa ha voluto parlare con i ragazzi del fenomeno Bullismo, che preoccupa tutti. "Nella vostra scuola, nel vostro quartiere, c’è qualcuno o qualcuna del quale o della quale voi vi fate beffa, che voi prendete in giro perché ha quel difetto, perché è grosso, perché è magro, per questo, per quest’altro? Pensateci. E a voi piace fargli provare vergogna e anche picchiarli per questo? Pensateci. Questo si chiama bulling. Ed ha chiesto ai ragazzi presenti di fare una promessa per il sacramento della Santa Cresima, fate la promessa al Signore di non fare mai questo e mai permettere che si faccia nel vostro oratorio, nella vostra scuola, nel vostro quartiere".

 

Con questa richiesta in mezzo ad una folla urlante e felice Papa Francesco ha lasciato lo stadio tra due ali di folla festanti che porteranno per molto tempo nel cuore la gioia di una giornata piena di Spirito.

 

Bruno