2016-2017 terzo ciclo: il difetto di Speranza
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Primo incontro con la presentazione generale del ciclo: saper leggere in ci˛ che accade una promessa di bene

Il difetto di speranza è la malattia maggiore del nostro tempo.

Certo che c’è bisogno di speranza per vivere! Se c’è speranza c’è vita; ma che cos’è speranza? Ah! Non ci avevo mai pensato. E perché si pone questa domanda?

Oggi (in questo nostro tempo) si pone questa domanda perché ci si accorge della sua mancanza. Il difetto è molto evidente: sintomi del difetto di speranza sono la malinconia, la noia, la mancanza di attesa. Ma, propriamente, è un difetto di che cosa? che cos’è che manca? che cos’è questa speranza?

Ma che cos’è speranza?

La lingua volgare (del popolo) identifica la speranza con l’ottimismo, ma non è così. La speranza non è una illusione: dare alla vita un credito ingiustificato, che serve per vivere.

Ci pare di dover dire che nella vita di oggi, il difetto di speranza, è la mancanza di senso: sembra che la vita non abbia senso. C’è speranza se la vita ha un senso. Allora bisogna di chiedersi: che cos’è il senso? prende forma, o no, nella nostra vita?

Proprio la gran parte della letteratura del 900 documenta il segno di una mancanza di senso. E oggi, il difetto di senso sembra collegato con la lievitazione crescente del progresso scientifico.

In allegato il testo completo della catechesi, e qualche domanda su cui possiamo riflettere

 

PS: l'immagine di presentazione di questa catechesi è di Giusy Versace: giornalista, attrice e atleta che sarà ospite del Barbarigo durante la festa patronale di giugno.

E' una persona che può raccontare che cosa rappresenta la speranza nella vita di ognuno, anche quando gli accadimenti sembrano raccontare una storia di male e non un disegno di bene... leggete qui una anticipazione: http://www.giusyversace.it/

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