Messa di ringraziamento per l'anno appena finito
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Al termine di questo anno pastorale diciamo ancora il nostro grazie al Signore

1. “Grazie, Signore, perché sempre sostieni la nostra vita quotidiana con la tua presenza. Oggi, in particolare, come comunità parrocchiale, ti vogliamo dire grazie per alcuni fatti straordinari che hanno segnato la vita della nostra parrocchia, in questo anno 2017”.

Questi fatti sono stati anche indicativi di una modalità pastorale, che dovremmo sempre più fare nostra. In ordine di tempo:

 

- La visita del papa a Milano (25/03)

La figura straordinaria di papa Francesco mette in movimento, coinvolge, suscita entusiasmo.

Così dovrebbe essere la nostra attività pastorale, se riuscisse a leggere il vero, il bello e il buono anche negli eventi ordinari (e non solo nella testimonianza eccezionale di papa Francesco).

Questa visita, che ci ha messo in movimento, ha segnato anche la nostra vita parrocchiale suscitando un coinvolgimento maggiore nei vari servizi (dai più nascosti ai più pubblici), un pacifico ricambio delle persone, una disponibilità nel donare del tempo: e tutto questo, fatto nella gioia.

 

- L’inaugurazione dei campi da gioco in parrocchia (11/06)

Anche le attrezzature possono rinnovare quella passione educativa, che, per altro, è sempre stata presente nella nostra relazione con le giovani generazioni.

Possono essere considerate segno di questa rinnovata passione educativa, alcune proposte di gioco, di ritrovo, di ricreazione... e magari anche il prolungamento l’oratorio estivo.

 

- L’ingresso del nuovo arcivescovo di Milano (24/09)

Il modo dimesso e familiare con cui si è presentato e che ha sempre tenuto, anche in questi ultimi mesi, ci spinge ad assumere quello stile sinodale che ci viene fortemente richiamato, e che è tanto necessario per una rinnovata azione pastorale.

A livello di intera comunità parrocchiale potremmo abituarci a vivere questo stile sinodale mediante la discussione delle proposte pastorali in maniera familiare e costruttiva (come già tentiamo di fare), per esempio, dopo le sante messe festive, o nelle domeniche comunitarie.

 

- L’attività missionaria del “Saloncino” prolungata fino al 31 dicembre

Anche questa attività, è frutto del nostro lavoro, e nel contempo grazia del Signore.

Così, mentre lo ringraziamo per il lavoro di tanti anni, che persone, anche di età avanzata, hanno portato avanti con fatica ed entusiasmo (un lavoro documentato anche dall’ultima mostra-vendita a favore della missioni di suor Patrizia, suor Iolanda e suor Stella), chiediamo al Signore di saper accogliere questa testimonianza, e di darci la forza di non fare mai mancare alla nostra azione pastorale questa apertura missionaria.

 

 

2. È poi tradizione, all’ultimo dell’anno, presentare, alla comunità radunata, il bilancio economico della parrocchia. Qui, lo faccio solo per accenni. Invito, invece, tutti coloro che lo desiderano a prendere visione dello specchietto affisso alle porte della chiesa.

Anche il poter contare su una entrata-uscita regolare e sufficiente, è una grazia del Signore: a noi chiede avvedutezza nella gestione. Rimane ancora da pagare, per i lavori extra dell’area polivalente, un residuo debito di € 26.500 che cercheremo di smaltire in questo anno pastorale 2017/18.

Per le attività caritative, l’importo dipende molto dalle emergenze affrontate lungo l’anno: notiamo però che, anche quest’anno, le uscite superano le entrate.

 

 

3. Infine, nella celebrazione vigiliare di questa S. Messa della solennità dell’Ottava del Natale nella Circoncisione del Signore, vogliamo solennemente invocare la benedizione del Signore.

È il Signore che ci dice così (come quando in Israele si invocava la sua benedizione): “Se tu mi invocherai, io ci sarò, e allora tu conoscerai chi sono io; farai esperienza della mia benevolenza e ti darò pace”. Allora invochiamo la benedizione del Signore (come hanno fatto i pastori, e come ha fatto Maria), perché ci dia pace, e perché tutte le persone e tutti i popoli possano fare esperienza di pace, soprattutto quanti più duramente ne patiscono la mancanza.

Questa invocata benedizione ci chiede, nei riguardi dei migranti e rifugiati (uomini e donne in cerca di pace) di saperli accogliere, proteggere, promuovere e integrare. È quanto ribadisce papa Francesco nel suo messaggio per la pace.

 

Don Mario

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