Veglia eucaristica per la Festa patronale
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La preghiera con cui abbiamo iniziato, lunedý 4 giugno, la festa dell'inclusione e dell'accoglienza

ESPOSIZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO

Voce Guida.Entriamo nella preghiera con l’esposizione del Santissimo Sacramento.

Mentre il Santissimo è portato all’altare ci mettiamo in ginocchio.

Cantore Solista / Tutti.

O sacro convito, / di Gesù Cristo ci nutri; / sei viva memoria della sua passione; / all’anime nostre dona la vita divina / e il pegno della gloria futura.

 

Benedirò il Signore in ogni tempo, / sulla mia bocca sempre la sua lode.

In questa nostra festa patronale, ossia in questa festa della parrocchia dedicata a S. Gregorio Barbarigo, alla quale noi apparteniamo, ecco come vogliamo articolare la nostra preghiera davanti a Gesù. In quattro momenti così intitolati: la domanda, la contemplazione, il cambiamento e il cammino. Per ogni momento: staremo seduti per capire, ci metteremo in ginocchio in silenzio per pregare, ci alzeremo in piedi per cantare insieme la nostra fede.

 

 

LA DOMANDA

Vogliamo essere comunità viva, perché è proprio in comunità che ci santifichiamo.

ESSERE COMUNITÀ VIVA

Ti diciamo che vogliamo essere comunità, non tanto perché ci vogliamo dare una struttura bene organizzata (anche se questo può servire), ma perché vogliamo vivere una vita comunitaria.

Sappiamo però che questo è difficile, anzi impossibile, se tu non ci cambi.

La forza del tuo amore, Gesù, ci faccia essere comunità viva.

PERCHÉ È PROPRIO IN COMUNITÀ CHE CI SANTIFICHIAMO

In riferimento alla esortazione apostolica di Papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, possiamo dire che il nostro proposito (“essere comunità”) è anzitutto per la nostra santificazione: “la santificazione è un cammino comunitario”(141); la comunità è il luogo della nostra santificazione.

Allora la nostra “comunità è chiamata a creare quello spazio... in cui si può sperimentare la... presenza del Signore risorto” (142). La “vita comunitaria... in parrocchia... è fatta di tanti piccoli dettagli quotidiani” (143): “i piccoli particolari dell’amore, dove i membri si prendono cura gli uni degli altri e costituiscono uno spazio aperto ed evangelizzatore” (145). E proprio la comunità che custodisce questi piccoli particolari dell’amore “è luogo della presenza del Risorto” (145).

Tutti noi, quindi, nessuno escluso, “siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova” (14). Noi ci troviamo qui, in relazione con questi nostri fratelli, ciascuno dei quali, come noi, è chiamato alla santità. Con questi fratelli formiamo una comunità viva, nella quale possiamo santificarci.

“Contro la tendenza all’individualismo consumista che finisce per isolarci nella ricerca del benessere appartato dagli altri, il nostro cammino di santificazione non può cessare di identificarci con quel desiderio di Gesù: che “tutti siano una cosa sola; come tu, Padre, sei in me e io in te” (146).

 

LA CONTEMPLAZIONE

L’immagine ideale che vogliamo contemplare è quella della Gerusalemme celeste.

CONTEMPLIAMO LA SPOSA DELL’AGNELLO

La città santa, che è opera di Dio, è contemplata come la Sposa dell’Agnello.

Questo è il progetto di Chiesa, voluto da Dio, anche per la nostra comunità.

Dal libro dell’Apocalisse (c 21)

2E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! / Egli abiterà con loro / ed essi saranno suoi popoli / ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. ...

10L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. 11Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. 12È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. 13A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. 14Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. ...

19I basamenti delle mura della città sono adorni di ogni specie di pietre preziose. ...

22In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello / sono il suo tempio. / 23La città non ha bisogno della luce del sole, / né della luce della luna: / la gloria di Dio la illumina / e la sua lampada è l'Agnello. / 24Le nazioni cammineranno alla sua luce, / e i re della terra a lei porteranno il loro splendore. / 25Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, / perché non vi sarà più notte. / 26E porteranno a lei la gloria e l'onore delle nazioni.

LA CONTEMPLIAMO PER CONFORMARE AD ESSA LA NOSTRA COMUNITÀ

Perché è importante chiederci se, guardando alla nostra comunità, è questo ciò che vediamo, oltre alla cronaca.

 

 

IL CAMBIAMENTO

Qual’è allora il cambiamento che vogliamo chiedere al Signore Gesù?

LA NOSTRA COMUNITÀ NON DEVE ESCLUDERE NESSUNO

- Tutti sono pietre preziose dentro questa città.

La nostra comunità è viva se è una pluralità nell’unità.

- La città ha dodici porte che guardano in tutte le direzioni.

La nostra comunità ha da essere accogliente.

- Le porte della città sono sempre aperte.

La comunità non deve mettere ostacoli a chi vuole entrare.

Una parola può riassumere tutto questo: una parola che vorremmo caratterizzasse la vita della nostra comunità: inclusione.

LA NOSTRA COMUNITÀ DEVE ESSERE TRASPARENZA DI DIO

- Nella città non c’è tempio: la illumina la gloria di Dio.

La comunità vera è capace di fare tutto, ma sempre rimandando alla presenza di Dio.

Anche ogni nostra attività non deve distrarre: vale, se rimanda a questa presenza.

Ecco allora un’altra parola che vorremmo caratterizzasse la vita della nostra comunità: trasparenza.

LA NOSTRA COMUNITÀ DEVE ASCOLTARE TUTTI E CAMMINARE INSIEME

È questa la sfida della sinodalità.

È la prospettiva in cui ci vogliamo mettere: l’ascoltare tutti non deve essere uno slogan, ma deve diventare un camminare insieme. La sinodalità è consultazione e insieme lavoro.

Vorremmo dare a tutti la possibilità di una vera partecipazione, da vivere in uno spirito di comunione e di condivisione.

Potremmo richiamare alla mentre il modo con cui gli apostoli hanno affrontato la prima grande controversia all’interno della comunità di Antiochia e di Gerusalemme.

7Sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede. 8E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; 9e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede. 10Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? 11Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro»(cfr. Atti 15).

 

 

IL CAMMINO

E qual’è il cammino diocesano che vorremmo intraprendere insieme con le altre parrocchie?

ECCO LE PRIORITÀ PASTORALI DA PERSEGUIRE

In comunità, e dunque attenti alla inclusione e trasparenza, alla partecipazione, comunione e condivisione, vorremmo intraprendere, insieme con tutte le parrocchie della diocesi, un cammino pastorale che ci dovrà aiutare

- a vivere sempre più profondamente la nostra dipendenza dal Signore Gesù, attraverso la celebrazione del mistero

- a divenire capaci di dare consistenza ad una comunità adulta, in grado di educare i suoi giovani

- e ad impegnarci, in questa fase di accelerato cambiamento, nel dare una testimonianza di tipo sociale, politico e culturale.

Sono queste le priorità pastorali che vorremmo perseguire.

 

BENEDIZIONE EUCARISTICA

Voce Guida.Concludiamo la preghiera con la benedizione eucaristica.

Sacerdote.Preghiamo. O Padre, che nella morte e risurrezione del tuo Figlio hai redento tutti gli uomini, / custodisci in noi l’opera della tua misericordia, perché nell’assidua celebrazione del mistero pasquale riceviamo i frutti della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Tutti. Amen.

Sacerdote. Il Signore sia con voi. Tutti. E con il tuo spirito. Kvrìe eleison (3 volte).

Sacerdote.Diamo lode al Signore. Tutti. Rendiamo grazie a Dio.

Cantore Solista / Tutti.

1. Questo grande sacramento / adoriamo supplici; / ogni antico insegnamento / ceda al rito mistico; / e dei sensi lo sgomento / viva fede superi.

2. Padre e Figlio veneriamo / con il Santo Spirito / e l’Altissimo lodiamo / con intenso giubilo; / gloria, osanna a lui cantiamo / ora e in tutti i secoli. Amen.

Sacerdote. Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito santo. Tutti. Amen.

Sacerdote. Dio sia benedetto... Tutti. Dio sia benedetto...

Sacerdote.Andiamo in pace. Tutti. Nel nome di Cristo.

 

 

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