Omelia per la ricorrenza di SanGregorio Barbarigo
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Celebrazione del 18 giugno

Dopo la nostra festa patronale, e nel giorno della memoria di San Gregorio Barbarigo nostro patrono, celebriamo questa Eucaristia chiedendo al Signore, per sua intercessione, di diventare sempre più profondamente una comunità capace di vivere l’inclusione, la partecipazione, la comunione e la condivisione. Non dimentichiamo queste modalità del nostro cammino pastorale che ci siamo di continuo richiamate.

 

A San Gregorio Barbarigo oggi dedichiamo la strada sulla quale si trova l’entrata principale della nostra chiesa parrocchiale. Il titolo, che verrà nominato ogni qualvolta dovremo indicare la via, ricorderà a tutti la figura di un grande riformatore, e a noi che dovremmo conoscerlo più da vicino ricorderà anche temi cruciali della sua opera di riforma, temi che dovremmo sempre da capo riprendere e riformulare (l’educazione, la coscienza, la vocazione, il ministero); vorremmo che mai ci dimenticassimo (come lui ci ha insegnato) che ogni riforma inizia sempre da se stessi, ed è vera se è aperta al mondo.

 

Più in particolare, facendo memoria San Gregorio Barbarigo vescovo e nostro patrono, e chiedendo il suo aiuto, vorremmo che i passi del nostro cammino pastorale, insieme con quelli di tutte le altre parrocchie della diocesi, seguissero le indicazioni tracciate dal nostro vescovo Mario, indicazioni che ora ricordiamo.

San Gregorio Barbarigo ci aiuti a divenire sempre più profondamente cristiani, proprio celebrando con Gesù l’Eucaristia; ci renda adulti capaci di educare i nostri figli a scegliere la loro vocazione; e ci apra, in questa fase di accelerato cambiamento, ad un impegno e ad una testimonianza gioiosa e competente, anche di tipo sociale, politico e culturale.

Lo ripetiamo: vorremmo che fossero queste le direzioni del nostro cammino pastorale, direzioni che anche le letture di questa Santa Messa ci invitano a percorrere, facendo la memoria di San Gregorio Barbarigo.

- La sua figura di “sommo sacerdote” (lettura: Sir.50,ss) ci aiuti a vivere in profondità l’Eucaristia.

- La sua opera, che ha messo praticamente in atto i talenti di cui era stato dotato (vangelo: Mt 25, 14-23) ci renda capaci di valorizzare i talenti dei nostri giovani, come segni della loro vocazione.

- E infine la sua parola, come quella di Paolo, (epistola: 1Tim 1, 12ss) ci sproni a conservare il comandamento, ossia a professare la fede dando la nostra testimonianza, anche dentro questa nostra società postmoderna.

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