I “cinquant’anni” della Parrocchia
San gregorio barbarigo capitolo 1

Il boom economico degli anni ‘50-‘60. Gli insediamenti in periferia

I titoli dei capitoli intendono immediatamente collocare la storia della nostra parrocchia nel contesto ecclesiale e civile italiano.

Il contesto ecclesiale e civile
ANNI DI PROFONDE TRASFORMAZIONI

In questi anni, in Italia si operava una profonda trasformazione.
Il paese diventava una delle nazioni con il maggior sviluppo industriale, con un forte aumento del reddito e del benessere.

E veniva segnato da quella trasformazione di mentalità, tipica di questi fenomeni: si passava dalla mentalità propria dell’economia agricola, legata alle tradizioni e conservatrice, a quella dell’economia industriale, più dinamica e spesso inquieta, certo più disposta alla novità.

L’episcopato di Mons. Giovanni Battista Montini (1955-1963) coincide con il periodo di più intenso sviluppo e di più radicale trasformazione della città di Milano, trasformazione che previene, accelerandola, l’evoluzione economica, sociale, politica, culturale di tutta la società italiana. La presenza dell’Arcivescovo a Milano è stata provvidenziale. Obiettivo supremo della sua azione pastorale fu l’animazione cristiana della società contemporanea, attraverso il risveglio del senso religioso, la riscoperta della centralità di Cristo nella storia degli uomini, l’instaurazione di un dialogo franco e costruttivo tra Chiesa e mondo.

Gli strumenti pastorali erano quelli ordinari del ministero episcopale: celebrazioni liturgiche, visite pastorali, predicazione, lettere quaresimali. E non mancarono certo iniziative del tutto inedite e originali: missione cittadina; presenza di Milano in terra di missione; nuove chiese; pastorale d’ambiente.

Di queste specifiche iniziative, ne evidenziamo due.
La prima, generale, è la Missione di Milano del 1957 (una “operazione” pastorale senza precedenti nella millenaria vita della Chiesa): l’intento era quello di far riscoprire all’uomo secolarizzato il suo profondo legame con Dio, il Padre.

L’altra riguarda più da vicino anche l’esistenza della nostra stessa parrocchia. Al bisogno di Dio da parte dell’uomo contemporaneo, l’Arcivescovo risponde, tra l’altro, con il progetto di dotare la periferia di Milano, di nuove chiese: luoghi della presenza di Dio e centro di comunione tra fratelli. Hanno da essere come il respiro dell’anima, il rimedio alla solitudine e all’anonimato di quanti si addensano nei rioni dormitori di una città in enorme espansione.
Come al solito, Montini affrontò il problema con una visione ampia e una strategia precisa: costituì un Ufficio Nuove Chiese con il supporto tecnico amministrativo del Comitato Nuove Chiese, articolato in varie sezioni operative: urbanistica, tecnica, liturgica, amministrativa, legale e artistica. Valido propulsore presso l’intera diocesi e l’opinione pubblica, fu un efficiente Ufficio Propaganda. Fece poi celebrare ogni anno una “Giornata per le Nuove Chiese” al fine di scuotere e sensibilizzare tutti i fedeli all’urgente problema.

Così, dietro la sollecitudine del vescovo, la diocesi ambrosiana compì un vigoroso sforzo; nei sette anni dell’episcopato Montini riuscì a portare a compimento la costruzione di 72 chiese dalle soluzioni architettoniche moderne e ardite, e a metterne in cantiere altre 19, oltre ad aprire al culto numerosissime cappelle provvisorie.

La storia della nostra parrocchia
IL PIANO MONTINI

In questa preoccupazione, è coinvolta, ovviamente, anche la nostra zona di periferia sud di Milano.
Dentro questo “piano Montini” nasce la nostra chiesa parrocchiale.

Allora, questo nostro territorio si presentava così. Incuneato tra il Naviglio Pavese e il primo tratto dell’Autostrada dei Fiori, andava sorgendo un quartiere residenziale detto Quartiere Torretta.

Nel 1961, infatti, la proprietà del territorio veniva ceduta alla S.r.l. Torretta Verde che procedeva alla costruzione di varie strutture abitative. Tutta la zona fino agli anni ‘60 era coltivata a prato, col sistema della marcita; qualche appezzamento veniva tenuto a grano, a mais o a risaia secondo il sistema della rotazione; e poi si inserì anche la piantumazione di gelsi e pioppi.

Naturalmente sul territorio c’erano le diverse cascine che gestivano le varie attività agricole. È il caso della Cascina Torretta, che esisteva proprio nel territorio che ci interessa e che senz’altro ha dato il nome a tutto il complesso residenziale.

Nella logica del “piano Montini”, e nella effettiva costruzione di un grosso quartiere, stanno le origini della nostra parrocchia.
Si pensa, dunque, di provvedere il territorio di una chiesa.

LA NOSTRA CHIESA
Vita del Santo