I “cinquant’anni” della Parrocchia
San gregorio barbarigo capitolo 3

Il periodo postconciliare in Italia.
Per la parrocchia: una crescita vivace e quasi obbligata

Gli anni 1967-1977.

Il periodo postconciliare è contrassegnato da un diffuso risveglio religioso (il rinnovamento teologico, liturgico, cetechetico, religioso, istituzionale, editoriale), ma anche dalla contestazione (politico-sociale e religiosa) e da una profonda crisi del paese.
È in atto un processo irreversibile di secolarizzazione (che segna il passaggio da una fede prevalen-temente sociologica ad una fede più personale, ma, insieme, una precipitosa interpretazione del cristianesimo in termini morali, riducendolo all’amore del prossimo). L’Episcopato italiano lancia un piano pastorale decennale centrato su “evangelizzazione e promozione umana”.
Le elezioni politiche del 1976, che vedono la presenza di “cattolici indipendenti” nelle liste del Partito Comunista, segnano un cambiamento rilevante nel rapporto Chiesa italiana e Società civile. L’unità politica dei cattolici non si pone a livello di programma, ma di coerenza pratica.

La storia della nostra parrocchia
LA VIVACITÀ E IL FERVORE DI UNA PRESENZA

Vogliamo considerare lo sviluppo della vita della nostra parrocchia, collocandolo in questo contesto postconciliare appena richiamato.
Potremmo considerare questo periodo facendo attenzione a due momenti di particolare interesse: i primi anni del dopo Concilio (attorno al 68-69); e gli anni successivi che si possono collocare attorno al 76, l’anno del Convegno Evangelizzazione e Promozione Umana.
Il 1977 è segnato, per la nostra parrocchia, dalla visita pastorale del Card. Giovanni Colombo, e può essere considerato come un “passaggio”.

Primo momento
LA RIPRESA DEGLI INIZI

Don Alfredo Seveso nominato parroco nel 1966, prende possesso della parrocchia nel 1967. È nel pieno della maturità sacerdotale (è prete dal 1939, con 28 anni di Messa).
Rimane per un brevissimo tempo insieme con don Santino Laudi (5 mesi); poi gli viene assegnato come coadiutore (nello stesso anno 1967) don Giuseppe Ceruti (prete dal 65, con appena 2 anni di Messa).
I sacerdoti danno un volto giovane alla parrocchia, che pastoralmente si va strutturando con notevole vivacità.

Dal 67 è presente la S. Vincenzo. Nel 1968 inizia la pubblicazione del Bollettino Parrocchiale su “Il Segno”, ed è celebrata con solennità la Festa Patronale.

Intanto inizia la costruzione del complesso parrocchiale, che termina nel 69; e i preti vengono ad abitare nella casa parrocchiale.
Si sente la necessità di chiamare in parrocchia un prete (don Marcello Abraini) per le celebrazioni della domenica mattina; ma nel 1970 viene assegnato alla parrocchia, come coadiutore don Ambrogio Villa (alla prima destinazione).
Sempre nel 70 incomincia a funzionare il Consiglio Pastorale Parrocchiale, che si dà uno Statuto. L’attività pastorale è documentata dal sorgere di numerose Commissioni, espressione dei lavori del Consiglio Pastorale (catechistica, caritativa, liturgica, di relazioni e ricerche, amministrativa).
La popolazione della parrocchia è formata prevalentemente da famiglie giovani, a motivo della recente costituzione dei Quartieri Spezia (del 66) e Torretta (del 61). Il numero dei ragazzi in età scolare è, perciò, molto elevato. Il Quartiere Torretta ottiene, nel 71, le sue Scuole Medie.

Valutazione

Il clima di contestazione e di crisi che caratterizza il primo dopo Concilio (soprattutto attorno agli anni 68-69), quasi non viene avvertito dalla comunità parrocchiale, perché si sta ancora strutturando con vivacità, e perciò, è preoccupata soprattutto di questo.

In generale, per essere un poco più espliciti, potremmo dire che, in Italia, gli anni attorno al 68, sono caratterizzati, a livello pastorale, dalla ricerca di un nuovo rapporto della Chiesa con la Società civile. Il laicato attraversa una profonda crisi e si fa sempre più forte il “dissenso cattolico”. L’Azione Cattolica rinnova il proprio Statuto e definisce la sua scelta religiosa (1969) come scelta di fedeltà al rapporto Chiesa-mondo.

Ecco: questo clima di crisi, di dissenso e di tensione, non si riscontra nella incipiente vita della nostra parrocchia. Essa, invece, nel suo nascere, respira da subito, in positivo, quella vivace “opposizione alla contestazione”, rappresentata dalla presenza dei Movimenti.

Negli anni del primo dopo Concilio, infatti, si vanno affermando nuovi Movimenti Ecclesiali che costituiscono, di fatto, il superamento della contestazione. E questo clima positivo entra nello stile della comunità parrocchiale, attraverso la stessa presenza dei sacerdoti: don Giuseppe Ceruti aderisce al Movimento di Comunione e Liberazione, e don Ambrogio Villa è del Movimento dei Focolari. Gli anni difficili del dopo Concilio, dunque, sono segnati dalla freschezza di nuovi Movimenti e dall’entusiasmo di giovanissimi coadiutori.
È la vivacità degli inizi.

Secondo momento
UNA INTENSA ATTIVITÀ SUL TERRITORIO

La questione della presenza della Chiesa in Italia, aspettava qualche contributo e qualche chiarimento, e non poteva, certo, essere interpretata in maniera evasiva rispetto ai problemi della società italiana (è, appunto, il periodo della preparazione del Convegno Evangelizzazione e Promozione Umana, celebrato nel 1976).

Anche in parrocchia si ricerca una presenza incisiva nel contesto socio-culturale.
L’istituzione e il riordinamento degli Organi Collegiali nella scuola (31 maggio 1974), produce in parrocchia un impegno pastorale notevole nei riguardi delle famiglie, con raduni periodici; e in particolare una attenzione verso i genitori che entravano nella riorganizzazione della scuola. Si costituisce il Comitato Scuola-Famiglia.

Più in generale è da registrare un fervido impegno in tutte quelle attività pastorali, rivolte alla educazione dei ragazzi e dei giovani: si possono ricordare le attività del Centro Ricreativo.

È da menzionare l’attività teatrale de “i ragazzi del Barbarigo” sostenuta da Paolo Zago, nel 74. Ma ricor-diamo anche la costituzione, nel maggio del 75, del Maggiolino Teatro; la Schola Cantorum, che riceve una benedizione papale; il Circolo Culturale Ricreativo Sociale “il Barbarigo”; la Compagnia del bene, del 76 (un gruppo di ragazzi, radunati con questo scopo), e la Commissione Lavoro del 78, espressione del CPP.

Dal settembre 71 inizia anche la presenza in parrocchia, alla domenica mattina, di padre Gottardo Blasich, gesuita.

Un intenso fervore pastorale è documentato in occasione della visita del Card. Colombo, nel 1977, con la consacrazione della chiesa (il papa manda un telegramma). Il resoconto dettagliato della Visita Pastorale, con i vari interventi del Cardinale, è riportato sul fascicolo che venne appositamente preparato.

Valutazione

Questo stile di forte impegno pastorale, anche legato alla presenza dei Movimenti, perdurerà negli anni successivi, dando, però, origine, a poco a poco, a realtà pastorali poco comunicanti; e, perciò, generando una immagine, più che di una presenza pastorale unitaria, di una intensa e fervorosa attività sul territorio.

LA NOSTRA CHIESA
Vita del Santo