I “cinquant’anni” della Parrocchia
la storia introduzione

I venti secoli della storia della chiesa e i quarant’anni della Parrocchia di S. Gregorio Barbarigo in Milano

Una dichiarazione di intenti, al di là di ogni intento “celebrativo”.

Vorremmo mettere in paragone i venti secoli della storia della Chiesa, con i quarant’anni della parrocchia di S. Gregorio Barbarigo in Milano. Quarant’anni (come venti secoli) sono un tratto della storia della Chiesa.
E vorremmo rivisitare questo nostro piccolo tratto, non già per ricordare con nostalgia il passato, ma per cogliere la storia di una passione che travalica il tempo e si radica in ogni spazio. Certo, le due realtà storiche sono incommensurabili, e tuttavia possono essere rivisitate con questo medesimo intento: poter ricostruire la vicenda (nel suo divenire storico) di coloro che, in un tempo e in un luogo, hanno dato corpo all’avvenimento unico e singolare di Gesù.

La Chiesa — si sa — esiste sempre nel concreto di una vicenda. Non c’è una Chiesa in astratto, che poi si distende in una vicenda storica. La Chiesa è piuttosto la concreta comunità che vive nella storia, che nella storia nasce, cresce, opera, sbaglia, si corregge. La Chiesa cambia con gli uomini, se ha da essere sempre e per tutti luogo dell’incontro con Gesù di Nazareth.

Queste note sui quarant’anni della parrocchia, hanno proprio lo scopo di ricostruirne la vita, cercando di conoscerla e di comprenderla in tutte le sue manifestazioni: non in astratto, ma nel suo collocarsi in un determinato periodo storico, e nel suo divenire.

Dobbiamo anche ricordare che nei venti secoli di storia, equivoci ed errori hanno spinto periodica-mente la Chiesa ad alcune grandi “riforme”, per riprendere poi il cammino con spirito e prospettive nuove. Era come se l’intera comunità ecclesiale sostasse a “ripensare” il proprio passato e, più a fondo, il senso e la qualità della missione svolta fino a quel momento. Sono precisamente questi ripensamenti che dovrebbero segnare le varie “periodizzazioni” della storia della Chiesa.

caravella

Anche noi vogliamo ripensare il nostro passato, il passato di una realtà di Chiesa così piccola e così giovane come è la nostra parrocchia. Il nostro sostare — già lo abbiamo detto — non vuole assolutamente essere una operazione nostalgica, perché, se fosse così, non insegnerebbe proprio nulla (la storia, infatti, è irrepetibile; è fatta di complesse contingenze e di libere decisioni). Vuole invece divenire l’occasione per fare attenzione proprio al mutare dei tempi e delle situazioni, delle persone e dei progetti: questo ripensamento diviene allora riscoperta di quella dinamica interna alla Chiesa, che sola è sorgente di vita.

Per riferimento alla storia del “popolo di Dio”, sappiamo che i quarant’anni di cammino nel deserto hanno fatto venire alla luce cosa c’era nel cuore.

Allora potremmo esprimere anche in questo modo, l’obiettivo di questa rivisitazione di quarant’anni di storia (per la verità sarebbero quarantatre, ma la cosa, di per sé, non cambia niente): in occasione della “mostra sui i quarant’anni della parrocchia”, vorremmo fare un momento di pausa e di ripensamento per saggiare il nostro cuore: un momento di rinnovata “riforma”, per riprendere il cammino.

La stesura, più che di un racconto, vuole avere la fisionomia di una raccolta di avvenimenti e di circostanze, con l’intento di offrire una chiave di lettura della storia di cui siamo protagonisti.
LA NOSTRA CHIESA
Vita del Santo