I “cinquant’anni” della Parrocchia
la vita di san gregorio barbarigo

Gregorio Barbarigo nel 1657 viene nominato vescovo di Bergamo, poi creato cardinale. Passa poi a Padova dove dà grande slancio al seminario, puntando molto sul sapere teologico, biblico, ma anche delle lingue orientali. Si fa anche riformatore dei costumi del clero e non lascia mai d'insegnare la dottrina cristiana, di fare missioni e assistere i moribondi.

Beato dal 1761 verrà proclamato santo da Giovanni XXIII nel 1960. Questo vescovo eroico, al dire di Giovanni XXIII, nacque a Venezia il 16-9-1625, primogenito dei quattro figli di Gianfrancesco, discendente da un'antica famiglia dalmata e senatore della repubblica. Gregorio, a sei anni, rimase orfano di mamma, ma ricevette ugualmente una buona educazione religiosa e culturale dal babbo che rimase per tutta la vita il suo principale maestro e aiuto.

Costui, oltre che abituare il figlio allo studio, alla serietà e alla sincerità, gl'insegnava a fare speciali orazioni tre giorni prima e tre giorni dopo la comunione domenicale. Gregorio non aveva ancora diciott'anni quando il padre decise di farne un diplomatico.
Per questo lo mandò a Munster (Vestfalia) in qualità di segretario di Alvise Contarini, capo della delegazione veneziana incaricata di fare da mediatrice nella guerra dei Trent'anni tra l'impero e gli stati protestanti.
A Colonia edificò il nunzio Fabio Chigi recitando l'Ufficio della Madonna in Duomo con molta devozione.
Tra i due sorse una stretta amicizia. Conversando e pregando insieme di frequente, il santo sentì crescere in sé il desiderio della vita claustrale.

Per conoscere meglio la volontà di Dio mise in pratica due consigli del nunzio: cercare quei libri che rivelano l'unzione dello Spirito Santo più che le curiose notizie delle nuove scienze; studiare nelle scienze sacre, non esclusa la storia della Chiesa, la presenza di Dio fra gli uomini.
Quando Gregorio, dopo quasi cinque anni, fu richiamato in patria, il Chigi gli regalò una copia della Filotea di S. Francesco di Sales.

Arrivato a Bergamo, San Gregorio chiese che si desse ai poveri quello che si sarebbe speso nella festa di ricevimento. In seguito vendette tutti i suoi averi e li distribuì ai bisognosi.
Il suo desiderio era di imitare in tutto il gran arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo. Diffuse la stampa religiosa tra il popolo, e raccomandò specialmente gli scritti di San Francesco di Sales. Nelle sue visite pastorali alloggiava in casa di gente povera e mangiava con loro.
Di giorno si dedicava ad insegnare il catechismo, e di notte passava lunghe ore in preghiera. Papa Innocenzo XI lo fece richiamare a Roma per tre anni come suo consigliere, e gli affidò la supervisione dell'insegnamento cattolico nella città.
Il 24 marzo 1664 il Papa lo inviò come Vescovo a Padova. Visitò le 320 parrocchie della diocesi, includendo le più lontane e difficili da visitare. Organizzò i parroci e formò i catechisti. Il suo seminario arrivò a essere considerato uno dei migliori d'Europa.
Morì santamente il 18 giugno 1697, fu esposto e sepolto nella cattedrale di Padova. Fu beatificato da Papa Clemente XIV il 6 luglio 1771, e canonizzato il 26 maggio 1960 da Papa Giovanni XXIII.

tomba

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